Una notte in bici a Venezia - Illegal Venice

Sicché c'è sto evento su Facebook: Illegal Venice.

Non è che si dovesse andare là a fare i black block, a spaccare vetrine, rapinare negozi, dar fuoco a cassonetti...
Un giro in bici.
Nient'altro che un giro in bici, nella splendida Venezia, di notte; di notte perché è illegale girare in bicicletta a Venezia e quindi si punta a pedalare in modalità ninja, senza far rumore, vestiti di nero, al buio.

Perché?
Perché Venezia è bella e farci un giro è sempre un piacere; perché di notte non c'è il casino dei turisti; perché se mi dici "andiamo in bici" vengo ovunque, perché siamo in compagnia, perché è un'avventura, perché mi piace l'idea di fare una cosa di nascosto.
Nulla di immorale quindi, solo rompere una regola non tanto per il gusto di farlo, ma perché il risultato sarebbe comunque stato qualcosa di potente, sensazionale, epico.
Talmente epico che...

 

 

L'evento è su facebook da settimane ormai, e del gruppo Ciclofissati Udine pare che solo io e Saimon ci abbiamo le palle e la voglia di andare. Andiamo? Ok se non piove è fatta.
Gocciola. Amen.
Si parte in auto, ci troviamo a Palmanova, autostrada 4 chiacchiere con bici al seguito e prima dello scoccare della mezzanotte siamo là, parcheggio San Giuliano, Mestre.
Uno sparuto gruppo di ragazzi come noi appassionati di bici si è già riunito, ma circola già un'allarmante notizia: le forze dell'ordine ci attendono per la città e pare siano già schierate. Due ragazzi infatti passeggiando per la città con la bici a mano pare siano stati fermati da due uomini che chiedevano dell'incontro alla sera. Chiaro segnale che qualcuno ci aspettava. Mentre si discute sul da farsi tiriamo fuori le bevande: c'è chi ha portato il Lambrusco, chi il vin brulé bello caldo, chi il brulé fatto col succo di mele caldo, chi la solita birretta: in perfetto spirito di amicizia e condivisione tipico del panorama ciclistico si stringe il legame che ci riunisce tra pedali catene e ruote.

Si opta per fare da subito le garette di skid e surplace con le quali prendiamo un po' di tempo e ci divertiamo come al solito come bambini che giocano tra loro a scorrazzare in bici nel cortile; belli i premi: delle maschere carnevalesche bianche da paura!
Finito di giocare i bambini decidono sul da farsi: ci trasferiamo a Venezia in bici, fin dove è consentito. Dopo di che, bici a mano, ci faremo una bella passeggiata in centro. In fondo siamo venuti tutti fin qua, non si può tornare a casa senza far vedere alle nostre bici la città meravigliosa immersa nella laguna.

Partiamo con caschi e lucette, percorriamo tutto il ponte sulla ciclabile, pregustando il panorama delle luci che si specchiano sull'acqua, e notiamo -arrivando in piazzale Roma- la punto bianca che ci segue a velocità ridotta. Già, ci stanno seguendo.
E' una bella soddisfazione, vuol dire che siamo importanti!
Sono circa le 2 del mattino.
Ci soffermiamo quindi davanti al ponte di Calatrava, prima di varcare la soglia del divieto di ciclabilità. Dopo un'iniziale titubanza e qualche foto veniamo avvicinati da alcuni uomini (palese è il presidio da un numero di persone non ben definito che non è certo li a godersi l'umido ed il freddo della notte): "buonasera ragazzi; polizia municipale; ci servono i vostri documenti"
"e perché?"


Vabbé meglio non tirar su casini anche se di fatto non abbiamo ancora commesso nulla.
Fatto sta che per non aver commesso nulla ci sono circa 15 uomini (tanti quanti noi), una camionetta ed un motoscafo con gli occhi su di noi.
Forniti i documenti ci beviamo l'avvertimento che a Venezia non si può pedalare, quindi come stabilito già in partenza varchiamo il ponte con le fedelissime in spalla. Evidentemente la nostra caparbietà non è apprezzata in quanto sul ponte veniamo fermati ancora una volta con ulteriori avvertimenti. Nessun problema per noi, non è certo nostra intenzione ficcarci nei guai a questo punto ma pare che ci abbiano presi per una specie di black block in bici.
Boh vogliamo giusto arrivare con le bici in piazza San Marco, anche senza pedalare. Ormai siamo qui e la meta va conquistata; è questa l'indole del ciclista: accettare le sfide, e non rinunciare prima ancora di averci provato.



Tra le forze dell'ordine un funzionario della Questura che appare alquanto infastidito. Nessun problema per noi se tornasse a casa a dormire. Non era stato invitato.
Alla terza fermata, davanti alla stazione di S.Lucia ci lanciano un'ulteriore avvertimento. Tra di noi qualcuno inizia a scocciarsi: tutto ciò appare infatti ingiustificato, siamo quattro poveri sfigati in bici, stiamo andando mestamente a piedi per una passeggiata e qualche foto, non c'è bisogno di ripetere per la quarta volta che qua non si pedala. L'abbiamo capito.

Anche il signor funzionario si stufa e decide di andare a nanna (scusate tanto, non volevamo tenervi svegli!) graziandoci della sola presenza di tre vigili urbani che ci accompagnano allegramente.
Qualche passo, scherzi, foto e ci si ferma a mangiare una pizza.  I pochi passanti sembrano incuriositi dalla simpatica presenza di ragazzi in bici, ci domandano cosa stiamo facendo e qualcuno pare divertito, altri indignati per l'eccessiva austerità che ci viene dimostrata nonostante sia evidente che non abbiamo cattive intenzioni.

Ci si ferma per un trancio di pizza (ormai più di qualcuno è affamato), al che tra una redarguita, una consegna di documento, un pedinamento e pochi giri di pedale s'è fatto tardi. Decidiamo di rientrare alle macchine percorrendo il primo tratto del Canal Grande all'inverso ed inforcando di nuovo le bici aldilà del ponte di Calatrava rientriamo verso Mestre, scortati dal furgoncino della Polizia Municipale.
Salutati gli amici ed accesa la macchina rientro a casa alle 6; giusto un paio d'ore dopo il rientro sperato ma ne è valsa la pena. L'avventura mi costa un sonno prolungato ma sono ancora a piede libero per poterla raccontare.

Non abbiamo pedalato a Venezia e questo è negativo, ma abbiamo trovato una bella compagnia, condiviso momenti belli e meno belli ma dimostrato che la bici non è solo uno sport ma una passione così grande e forte da spingere gli amanti del pedale a tentare imprese anche fuori dalle regole.
Va certamente fatta una nota di demerito per le sproporzionate misure di sicurezza adottate nei nostri confronti, nonostante sia d'altro canto comprensibile l'attenzione per un luogo così importante come la nostra bellissima Venezia.
Quindi gente pedalate e pedalate, sempre e comunque.

Italian English French German Hungarian Slovenian

About

Nome: Andrea
Cognome: Schiffo
Data e luogo di nascita: 6/9/86 a S.Daniele del Friuli
Residenza: Ciconicco di Fagagna (UD) - Italy
Studi: Laurea Triennale in Informatica presso Uniud
Occupazione: QA Automation Engineer @ Xanadu
Interessi: CICLISMO!, tecnologia/comunicazione, informatica, cultura, volontariato

email andrea schiffo

Download CV

Follow me on: